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Palestina: Detenido Bilal Jado

 
17 de enero de 2023,México
Palestina: Detenido Bilal Jado
El compañero Bilal, uno de lxs fundadores y promotores del Centro Cultural Amal Al Mustakbal en el campo de refugiadxs Aida en la ciudad de Belem (Cisjordania, Palestina), fue detenido en la madrugada durante un operativo del ejército de Israel. No sabemos de qué se le acusa y de ser una detención administrativa nunca lo sabremos pues la mayoría de los expendientes y juicios están sepultados bajo el “secreto militar”. La detención administrativa de hecho es un procedimiento que permite al ejército israelí detener prisioneros de manera indefinida sin cargos ni juicio. Las órdenes pueden renovarse indefinidamente y las pruebas se mantienen en secreto, por lo que la persona no puede impugnar de manera efectiva su detención ni saber cuándo saldrá en libertad.
Bilal es nuestro hermano, cómplice de todas las luchas de liberación en el mundo, en sus viajes y en nuestras visitas a su casa y tierra siempre nos compartió su profunda convicción de que la lucha por un Palestina libre se inserta en un idea más amplia e internacionalista de liberación de los pueblos y de las personas. La lucha de Bilal es la lucha de todxs lxs de abajo contra cada forma de dominación. Por eso Bilal se ha esmerado no sólo en denunciar las atrocidades continuas del Ejercito israelí en el territorio de Palestina sino también en contar, traducir y difundir las luchas de otros lados en su Palestina, en su campo de refugiados en donde, a la vez, creó e impulsó un Centro Cultural con una guardería infantil autogestiva y otros inumerables proyectos de promoción cultural juveniles y de mujeres.
Su caso desafortunadamente es sólo uno de los miles que se registran a diario en la Palestina invadida y ocupada por el Ejército de Israel. En el año 2022, unos 7000 palestinos, incluidas 164 mujeres y niñas y 865 menores de edad, fueron arrestados por las fuerzas militares del régimen de Israel, según un informe publicado por el Centro de Estudios de los Prisioneros Palestinos (PPCS). En la mayoría de los detenidos fueron sometidos a torturas, insultos y palizas. Desde el comienzo de la ocupación en 1967, las fuerzas israelíes han arrestado a más de 800.000 palestinos, que constituyen casi el 20% del total de la población en los Territorios Palestinos Ocupados.
A todo eso hay que incluir la matanza: sólo en los primeros 15 días de este año las fuerzas armadas israelíes han asesinado 14 palestinos, entre ellos cuatro menores de edad. Es una espiral de violencia cotidiana en donde el segundo ejército más armado de la OTAN se ensaña contra una población indígena de millones de personas reducidas a vivir sin derechos en la prisión a cielo abierto más grande del mundo.
La detención de Bilal es un ataque a la ternura de los pueblos, a la amplia solidaridad internacional que el mismo tejió, pero Bilal somos todxs, Bilal somos quienes soñamos y luchamos por un mundo más justo en cada rincón del planeta. 
FREE PALESTINE, FREE BILAL JADO
NODO SOLIDARIO – MÉXICO 

Contro la militarizzazione e la guerra capitalista e patriarcale

Di seguito raccogliamo alcuni materiali audiovisuali in occasione della mobilitazione indetta dal Congresso Nazionale Indigeno (CNI), a 530 anni dall’inizio dell’invasione europea delle Americhe. In questo 12 ottobre si è chiamato il Messico e il mondo intero a mobilitarsi contro la militarizzazione nei territori zapatisti e indigeni (così come in troppe altre parti del pianeta), e contro tutte le guerre nel mondo imposte dal sistema capitalista e patriarcale.

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“CHI SIAMO? PER COSA LOTTIAMO? COME LOTTIAMO?” L’organizaciòn Popular Francisco Villa De Izquierda Independiente (OPFVII)

Le parole che seguono sono un importante strumento per iniziare a conoscere l’OPFVII attraverso il suo operato, il suo modo di organizzarsi e la sua storia; un’ introduzione che possa  accompagnare il breve tour italiano in cui sarà possibile ascoltare di persona una delegazione dell’OPFVII ed il suo confronto con i movimenti e le realtà italiane che la accoglieranno e su cui presto vi daremo maggiori informazioni.

La trascrizione che segue  è l’intervento dell’Organización Popular Francisco Villa de Izquierda Independiente durante un’iniziativa internazionale di confronto sulle lotte sull’abitare e nei quartieri periferici svoltasi il 7 Agosto del 2022. All’iniziativa, svoltasi nella comunità di Acapatzingo, hanno partecipato in presenza  l’’OPFVII, rappresentata da delegat* provenienti da differenti comunità, insieme ad alcuni compagni del Nodo Solidale con il ruolo di traduttori, mentre da remoto ha visto la partecipazione di compagni e compagne del Quarticciolo Ribelle e del Comitato di Quartiere Quarticciolo, da Roma e della Piattaforma Soluzioni Abitative di Pisa.

Lo scambio è avvenuto attorno a tre domande: Chi siamo? Per cosa Lottiamo? Come lottiamo e come portiamo avanti il nostro lavoro politico?  

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NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 3 di 3 – Guidxi Rucaalú

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Guidxi Rucaalú

Il soggetto della conoscenza storica è la classe oppressa stessa mentre lotta, afferma la dodicesima tesi sulla storia di W. Benjamín. Effettivamente, cosa sarebbe di questa regione contesa dagli interessi geopolitici dei finqueros, senza quelle donne e quegli uomini che non si sono messi ad aspettare che questa -nostra- generazione li ringraziasse per le proprie azioni, ma che hanno lasciato nella memoria il ricordo del fatto che furono abbattut*, perseguitat* e minacciat* per difendere Layú Nabee.

Nella Sierra di Santa Marta si conserva la memoria della ribellione di Acayucan (1906). Una sollevazione dove i popoli nahua insieme ai e alle tannundajïïyi (popolucas) affrontarono la riorganizzazione territoriale, che aveva portato alla speculazione e al saccheggio su più di 80mila ettari di terra per la costruzione di linee ferroviarie nel loro territorio. Al contrario di quanto racconta la storia ufficiale, le nostre sorelle nahua e tannundajïïyi difesero il proprio territorio insieme ai membri del Partito Liberale Messicano. E sapevano che la difesa del territorio non poteva essere slegata dal momento storico, l’impulso e la vittoria della rivoluzione politica e economica che il PLM predicò fino alle ultime conseguenze. Continua la lettura di NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 3 di 3 – Guidxi Rucaalú

NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 2 di 3 – La corsa all’Istmo di Tehuantepec

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La corsa all’Istmo di Tehuantepec

Sicurezza Nazionale, Ispirazione Nazionale e
America agli Americani.

“Viene abolito il modello neoliberista” recita un comunicato emesso dal capataz [Capo o sorvegliante di una squadra di operai; fattore, castaldo, capoccia. In questo caso utilizzato per riferirsi al presidente messicano] con data 17 marzo 2019. Rinasce, quindi, dalle sue ceneri il liberismo del diciannovesimo secolo, quello che si caratterizza da un miscuglio di idee e ideologie religiose insieme a quello che chiamano umanesimo. Un modello dove i nemici di ieri, oggi sono amici; dove i principali beneficiari del saccheggio sono gente onesta; dove i multimilionari del paese non hanno smesso di accrescere le loro ricchezze; bene, tutto uguale a ieri.

Questo è il nuovo panorama politico che minaccia Layú bee, c’è un detto che i difensori del capataz di palazzo difendono con cappa e spada – con o senza motivazioni fondate, questo non conta più in tempi di Trasformazione- “finalmente un governo si è voltato a guardare il sudest messicano”. E per questo ci domandiamo: “cosa sta succedendo nel sudest?” Continua la lettura di NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 2 di 3 – La corsa all’Istmo di Tehuantepec

NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 1 di 3 – Layú bee

In solidarietà  l@s  comp@s dell’Asamblea de Pueblos Indígenas del Istmo de Tehuantepec (APIIT) riportiamo la traduzione dei loro comunicati sperando che ci aiutino  a comprendere i livelli dell’attacco estrattivista in atto nel sudovest messicano. L’Istmo da anni purtroppo è diventato un modello di estrazione sistematica di risorse nonché nel corso dell’ultimo decennio un vero e proprio laboratorio di sperimentazione in questo campo.

Il corridoio interoceanico, o treno transistmico, si inserisce insieme al Tren Maya tra i progetti infrastrutturali di punta portati avanti dal governo di Andres Manuel Lopez Obrador (Amlo) e la sua “4° trasformazione” in un contesto di svendita del paese al grande capitale transnazionale (in atto già da tempo). Un progetto di paese totalmente asservito alle logiche mortifere del “progresso” che prendono forma nei tentativi del grande capitale di trarre profitto e imporre il proprio dominio per modificare e riorganizzare i territori in un riassetto che va ben oltre gli interessi regionali. Continua la lettura di NON CI SARÀ PAESAGGIO DOPO LA TRASFORMAZIONE – Parte 1 di 3 – Layú bee

DESDE AQUÍ SE PUEDE MIRAR EL CIELO

La Experiencia de la OPFVII en la periferia de Ciudad de México (Febrero-Marzo 2022)

Entrar en la comunidad de Acapatzingo es una experiencia fuerte en un México lleno de contradicciones como las que amamos explorar, porque por primera vez si se levanta la mirada no hay nada que se interpone entre el abajo y lo alto.
Desde aquí se puede mirar el cielo: ningún cable, ningún enredo caótico, ni molestia de la mirada arriba de las cabezas de quienes caminan en lo que es un barrio autónomo en la periferia de la Ciudad de México.
En el horizonte un dibujo perfecto de casas, espacios verdes de encuentro en ocho hectáreas de terreno recuperado del abandono y la especulación. Continua la lettura di DESDE AQUÍ SE PUEDE MIRAR EL CIELO

Da qui si può mirare il cielo

Traduciòn al Castellano

L’esperienza dell’OPFVII nella periferia di Città del Messico (febbraio – marzo 2022)


Entrare ne
lla comunità di Acapatzingo è un’esperienza forte in un Messico contraddittorio come quello che amiamo esplorare, perché per la prima volta se si alza lo sguardo non c’è nulla che si frapponga fra il basso e l’alto. 

Da qui si può mirare il cielo: nessun cavo, groviglio caotico, disturbo dello sguardo pende sulle teste di chi cammina per quello che è un quartiere autonomo alla periferia del Distretto Federale. 

All’orizzonte un disegno perfetto di case colorate, spazi verdi di incontro e di socialità dislocati su otto ettari di terreno sottratto all‘abbandono ed alla speculazione.

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